giovedì 5 gennaio 2012

Impetigine: così si cura

Virus, batteri, ma anche funghi, sono tutti responsabili di quella malattia dermatologica che prende il nome di impetigine e che colpisce prevalentemente i bambini e meno gli adulti. Visto che parliamo di una malattia della pelle, ne deriva che l’impatto della patologia a livello psicologico è quanto mai elevato, soprattutto nelle forme più gravi della patologia.

Si tratta di capire perché la malattia ha il suo picco d’estate e meno d’inverno. Il motivo è semplice, la pelle nella stagione calda  è maggiormente destinata a rimanere scoperta rispetto ai mesi freddi e dunque più esposta all’attacco dei germi in generale. Se a questo aggiungiamo il fatto che il sudore ha la sua valenza, essendo per lo più intriso di batteri e patogeni in generale, il mix c’è tutto per ben intendere il motivo per cui d’estate ci si ammali di più. Poi c’è anche una motivazione per spiegare perché i bambini vanno maggiormente incontro alle infezioni della pelle di questo genere. In questo caso le cause si basano sul fatto che i piccoli sono soliti gattonare ovunque si trovino, di toccare tutto con le mani, soprattutto in spiaggia, trasferendo così i germi nei diversi distretti della pelle scoperta.

Ad aggravare la situazione c’è anche il fatto che spesso ci si ammala di impetigine in maniera superiore rispetto alla norma se la pelle è già fatta oggetto di malattie o comunque di eventuali abrasioni delle quali soffra la cute, persino la puntura di un insetto, in qualche caso, può essere la strada ideale per i germi patogeni per trasferire la malattia, ne deriva che anche un sistema immunitario compromesso da eventuali altre patologie, può essere esso stesso il primum movens per innescare la patologia.

Generalmente l’impetigine si fa strada sulla pelle del viso, del naso, ma anche della bocca, con la possibilità in breve tempo di estendersi in tanti altri distretti del corpo. Una volta che l’impetigine abbia fatto la sua comparsa, si assiste alla disseminazione sulle parti interessate, di vere e proprie crosticine che null’altro sono che non la copertura temporanea che l’organismo attua dopo la rottura delle vescichette ad alto contenuto di essudati vari, per lo più purulenti. Così come una pelle grassa favorisce la formazione di una forma di impetigine definita bollosa, il che accentua i disturbi tipici dell’impetigine, ovvero, prurito, bruciore e, a volte, anche dolore, laddove vi sia un’alta concentrazione di formazioni che facciano risalire alla malattia.

Curare l’impetigine

Per prima cosa astenersi dal “Fai da te”! La cura è ovviamente di pertinenza medica, ma prima ancora la diagnosi stessa dovrà essere spesso affidata a specialisti dermatologi che tratteranno la zona interessata con pomate antibiotiche, antimicotiche, laddove si presumesse una colonizzazione di funghi, associate a lavaggi con soluzioni fisiologiche ricordando che tale procedura andrà effettuata, preferibilmente, con l’utilizzo di guanti sterili da parte dell’operatore, al fine di scongiurare un’estensione dell’infezione. 

Non è esclusa anche una cura per via sistemica, affidata a farmaci per lo più assunti per bocca, ricordando che quando il ricorso a sostanze farmacologiche antimicotiche assunte per via sistemica è necessario, il paziente dovrà essere avvisato della “pesantezza” della cura che solitamente tende a debilitarlo per il periodo in cui è sottoosto alle terapie, ne deriva che il malato stesso dovrà avere cura di  predisporre, nel possibile, un periodo di riposo astenendosi dalle normali occupazioni lavorative. Oltretutto non è del tutto raro il caso che alla sintomatologia solita, si associno anche manifestazioni generali dell’organismo, quali, mal di gola e febbre e dunque andranno evitati eventuali sbalzi di temperatura. Poiché parliamo  di malattia contagiosa, occorrerà provvedere all’uso personale di asciugamani e quant’altro condivisibile e nel caso che fossero interessati i bambini, gli stessi, durante la fase acuta della patologia, non dovranno recarsi a scuola.
   

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